Le traduzioni dei dialoghi dei film

In questi giorni ho avuto modo di riflettere sui problemi che derivano dalle traduzioni dei dialoghi nei film.

Alcuni esempi:

Zoolander. Derez Zoolander (Ben Stiller) raggiunge suo padre e i suoi fratelli in una provincia sperduta degli Stati Uniti durante un qualunque giorno di lavoro in miniera. Il padre, non appena lo vede, lo invita ad andarsene. Tra i due non corre buon sangue a causa del lavoro di Derek (il fotomodello). Ma ad un certo punto DZ dice “Give me a chance!”. Senza alcuna inflessione di tono nella versione inglese. Nella versione italiana, invece, “Dammi una chance” dove la parola chance viene pronunciata con un tono quasi aristocratico. L’effetto in italiano è davvero comico dato il contrasto tra l’ambiente (miniera, minatori in tenuta da lavoro) e la presunta “nobiltà” di DZ.

About a boy. Will (Hugh Grant) regala a Marcus un cd dei Mystikal che contiene il brano “Shake your ass”. Dopo qualche giorno Marcus si ritrova nel corridoio della scuola ad ascoltare con il walkman questa canzone, canticchiandola. Davanti a lui una ragazza sta camminando con i suoi amici. In inglese, ovviamente, non ci sono problemi. Al “Shake your ass” la ragazza si gira sgridando il “ranocchietto”. Nella versione doppiata in italiano, invece, Marcus subito dice “Shake your ass” e poi dice “Muovi il culo”… Di qui si crea un cortocircuito nello spettatore che trova una frase detta in due modi diversi. Sarebbe stato meglio lasciare in inglese con i sottotitoli?

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