Etichettare, classificare, categorizzare: vedere la realtà

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Cosa intendiamo per “tavolo”? Un tavolo è sempre un tavolo qualsiasi sia la persona che ne pronuncia il significante verbale? Esistono tanti concetti di “tavolo” quante le persone a questo mondo. Chi ritiene elemento paradigmatico una caratteristica, chi il materiale di fattura, chi la forma. Ognuno di noi, posto dinanzi a un tavolo, percepirebbe una diversa rilevanza dell’insieme dei stimoli percettivi di cui è destinatario e al contempo organizzatore.

E se questo è ragionevolmente realistico per un oggetto di uso comune, su cosa fanno leva queste forme di categorizzazione della realtà circostante quando ci troviamo di fronte a un sistema di categorizzazione progettato da altri? Come condividere ciò che non è pienamente condivisibile? Quando accontentarsi di raggiungere un piano di comunione semantica accettabile?

Un buon punto di partenza è partire dalla realtà quotidiana, dalla familiarità degli utenti con concetti di tutti i giorni. Degli utenti sottolineo. Capire chi sono gli utenti utilizzando, se è il caso, sistemi di etichettura diversi per ciascuna utenza (consumer, business, ecc..).

Ecco che il progettista che deve ragionare in termini di scenari ipotetici di navigazione, bisogni informativi degli utenti, mappe e modelli concettuali. Una bella sfida che merita di essere affrontata per rendere giustizia a uno strumento come il sito internet che può dare ottimi risultati in termini di marketing e di comunicazione.

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