Sei gradi di separazione

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Mi ha sempre affascinato il concetto dei Six Degrees of Separation, ossia i sei gradi di separazione, la distanza relazionale tra due persone qualsiasi su questa Terra, il numero massimo di segmenti che possono unire due punti sul pianeta.In questo momento in cui i social network si stanno propagando e che gli strumenti estendono il nostro potere di contatto e relazione, non si può fare a meno di pensare che la teoria dei Sei Gradi è sempre più concreta e si è calata nella nostra realtà, in qualche modo generando la consapevolezza che le distanze tra le persone si riducono e così cambia il concetto di Potere. Orkut prima, LinkedIn poi, ora Facebook, MySpace e gli altri. Milioni di persone sono relazionate just a click away, contattabili con immediatezza. Il potere simbolico cambia forme e i detentori del potere sociale “scendono”, almeno nelle società più dinamiche, sul piano del popolo. E’ così che i candidati democratici creano il loro profilo personale e si aprono alle relazioni dirette, non mediate.In Italia è sempre più difficile. Fioroni, l’altra sera su MTV, in qualche modo si “vantava” di avere problemi con la tastiera e quindi di faticare nel rispondere via mail. Ma il problema non è Fioroni che non usa le tecnologie alla sua età. Ha dimostrato di essere una persona che ci tiene e probabilmente onesta. Il problema vero è: ma perchè siamo nella condizione in cui il ministro dell’Istruzione che deve parlare ai giovani è una persona totalmente fuori dal loro mondo, che non conosce gli strumenti, i linguaggi che usano, le dinamiche relazionali che li pervadono. Perchè non c’è un 40enne al Ministero… che ha vissuto parte della Rivoluzione Informatica e che ha figli probabilmente in età scolare.

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