Meglio cambiare né?

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E’ arrivato il mio momento. Ho pensato spesso a quando sarebbe arrivato e in poche settimane tutto si è materializzato davanti ai miei occhi. Dopo quasi 6 anni lascio l’azienda in cui sono cresciuto, in cui ho fatto esperienza, ho coltivato le mie passioni, ho creduto. Dopo 6 anni lascio i miei colleghi di lavoro, gli amici che ho trovato, i professionisti che ho apprezzato.
Una nuova avventura mi attende. Un nuovo settore, nuovi colleghi, nuove sfide, nuove zone di questa Milano da esplorare. Nel mezzo di questo cambiamento, qualcosa che non cambia ancora. Il nostro Paese. Un Paese che non sembra capire lo stato in cui versa, la classe politica con cui fa’ i conti quotidianamente e i pessimi esempi che li rappresenta.
E’ difficile pensare che le cose possano cambiare a breve e questo pensiero potrebbe già spingerti a valutare la possibilità di lasciarlo questo Paese. Ma forse è arrivato il momento di cambiare le cose da dentro. Impegnarsi attivamente affinché venga restituita un po’ di speranza ai giovani, a chi ha perso il lavoro, a chi soffre, a chi bene già sta ma vuole sognare di stare meglio con gli altri.
Sono stanco delle parole, delle critiche a distanza. E’ il caso che ognuno di noi, me per primo, faccia qualcosa. Perché mi sento onesto, capace e integro, con valori e principi che sembrano dimenticati in questa Italia un po’ fascista e sfasciata, dove si sale sul carro del vincitore o meglio del percepito vincitore, dove i media non raccontano la realtà ma rispondono a logiche di potere e di piaggeria verso il Grande Capo, a discapito di chi solo quelli ha per formarsi un’opinione sulla loro realtà (percepita).
Un paese dove si saluta con bracci tesi e non ci si vergogna più, in cui si maneggiano cocaina e puttane ma non è perdonato di andare a trans. In cui agli onesti non si perdona nulla e si è pronti a guardare la pagliuzza nell’occhio altrui dimenticandosi delle proprie travi.
Un paese in cui chi governa da 10 anni può arringare impunito e addossare agli altri le colpe di una politica assente, fatta di leggi personali e arrangiamenti costituzionali.
E’ il momento di fare qualcosa.

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