Ho solo cominciato a smettere.

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Non mi piace fare le liste in negativo, anche se devo ammettere l’irresistibile fascino nel lato oscuro.
Ma è vero anche che negativo e positivo (co)esistono e non potrebbe essere altrimenti. Ieri sera a chi mi ha chiesto se avessi smesso di fumare, mi sono sentito di dire, con piglio positivo, “Ho solo cominciato a smettere”.
Secondo me, infatti, non si smette mai “out of the blue”, è sempre un processo. Se si potesse smettere dall’oggi al domani, che cazzo di abitudine sarebbe? e soprattutto perché smettere se riesci a farlo come un interruttore? non sarebbe una sfida.
Anche la dismissione (credo che il sostantivo sia questo) è una pratica nobile che ha bisogno di tempo. Attraversa le sue fasi, ha i suoi momenti di illuminazione, i suoi momenti bui e di scoramento.
Vabbeh, cmq devo smettere di razionalizzare sempre tutto.
Ecco una prima lista.

Smettere di fumare (cioè di sentirmi dipendente dalla maledetta bionda).
Smettere di pensare che la donna della tua vita debba essere molto simile a tua madre.
Smettere di avere dubbi sulle tue capacità di navigare anche nella cacca liquida.
Smettere di dovere (qualsiasi dovere).
Smettere di parlare in prima persona. Io smetterò.
Smettere di pensare in prima persona. (Io smetterò).
Smettere di divergere dalla felicità.
Smettere di salutare tutti con lo stesso sorriso.
Smettere di fare l’amore con l’orologio.
Smettere di mangiarmi le unghie mentre guido e di sputarle in macchina.

to be continued…

– 25 maggio 2012

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